LA SCELTA DELLA SOSTENIBILITÀ. UN PRESENTE DARK, UN FUTURO GREEN.

Aro Sostenibilità

LA SCELTA DELLA SOSTENIBILITÀ. UN PRESENTE DARK, UN FUTURO GREEN.

SOSTENIBILITA'.
Ecco una parola che sentiamo o leggiamo sempre più spesso. Che ormai fa parte del vocabolario quotidiano di tutti i media, tradizionali e online.
Una parola importante che però, molte volte, non richiama il suo significato, forse proprio a causa della sua continua ripetizione. O forse perché il significato è più complesso di una semplice definizione.

Pensandoci bene, “sostenibilità” non ha veri sinonimi, richiede almeno due parole: consapevolezza e impegno.

1. LA CONSAPEVOLEZZA: CAPIRE IL “PERCHÉ”.
La sostenibilità non è un’invenzione del marketing. È una risposta a un’esigenza.
Quella di salvaguardare la vita dell’eco-sistema di cui facciamo parte.
Oggi sappiamo che le cose non vanno come dovrebbero. E siamo circondati da evidenze.

Per esempio, l’Agenzia Europea dell’Ambiente, che rappresenta il centro dati ufficiale dell’Unione Europea sull’inquinamento atmosferico, afferma che la situazione è allarmante e indica le principali cause:
- l’utilizzo di combustibili fossili per la produzione di energia e per l’industria;
- i processi industriali e l’utilizzo di solventi;
- il trattamento dei rifiuti.

Un altro esempio lo offre il WWF, un’organizzazione tra le più attive nel monitoraggio della salute delle foreste, i principali “produttori” dell’aria che respiriamo.

Il World Wide Fund for Nature denuncia un continuo incremento della deforestazione e, in particolare, di quella non controllata e di quelle illegale, legate alla produzione di legname per uso commerciale e industriale.
Con gravi danni soprattutto in alcune zone:
- le foreste russe, che rappresentano 1/5 di quelle dell’intero pianeta;
- le foreste africane, in particolare l’area verde del Congo;
- l’Amazzonia;
- il Borneo.

Un ulteriore esempio è legato alla plastica: si stima che attualmente negli oceani siano presenti più di 150 milioni di tonnellate di plastica e che, entro il 2050, il peso dei rifiuti di plastica presenti nei mari supererà quello dei pesci.
Uno dei simboli di questo problema è il Pacific Trash Vortex, conosciuto anche come “l’isola di plastica”, un enorme accumulo di spazzatura galleggiante nell’Oceano Pacifico, in larga parte formata da rifiuti di plastica.

Questa agglomerato di rifiuti copre un’area che, per stima, è superiore a 1 milione di km². E anche nell’Oceano Atlantico si sta formando una chiazza di detriti galleggianti simile per componenti e densità.

Le conseguenze di tutte queste forme di inquinamento sono difficili da valutare, ma comprendono distruzione di eco-sistemi, ripercussioni sul clima, dispersione di sostanza tossiche o cancerogene, proliferazione di microbi patogeni.

Quindi?

È evidente che oggi nessuna azienda, nessuna realtà produttiva o commerciale può non curarsi del proprio impatto ambientale, diretto o indiretto.  
La scelta non è se impegnarsi o no, ma come e quanto.
 
2. L’IMPEGNO: SCEGLIERE IL “COME”.

Cosa può fare un’azienda per salvare la vita di questo pianeta? E la vita su questo pianeta?
Fare tutto e farlo da sola è chiaramente impossibile.
Però può fare scelte che portano vantaggio in termini di sostenibilità.
In poche parole: può fare la sua parte.

Prendiamo per esempio un’azienda come Aro, che lavora con la carta, con gli inchiostri, con macchinari di produzione, con la tecnologia. Quali scelte efficaci e concrete può portare avanti?
Sicuramente può impegnarsi in due direzioni:
- energia pulita.
- materia prima sostenibile.

DARE ENERGIA ALLA SOSTENIBILITÀ.
Una scelta che può fare la differenza è quella di utilizzare energia elettrica proveniente da fonti sostenibili: esistono gestori che offrono contratti che garantiscono l’origine dell’energia elettrica.
Oppure può dotarsi di un impianto proprio, progettato sulla base degli spazi a disposizione, delle strutture, della posizione, da utilizzare in alternativa o in aggiunta all’approvvigionamento tradizionale.
I pannelli fotovoltaici sono una soluzione particolarmente idonea, soprattutto per le aziende che hanno capannoni e stabilimenti con ampia metratura di tetto e, quindi, molto spazio per installare i pannelli.

DARE SPAZIO ALLA CARTA CHE RISPETTA L’AMBIENTE.
Le soluzioni che limitano o eliminano l’impatto ambientale negativo cominciano a essere sempre più disponibili e sempre più richieste. Che si tratti di materia prima o di prodotto finito,
le carte virtuose rappresentano un’opportunità per dare valore alla qualità della propria azienda e della propria produzione. Tra queste, per esempio, troviamo:

> Carta FSC.
La certificazione FSC, cioè Forest Stewardship Council, garantisce che la filiera legno-carta rispetti determinati standard e che ogni fase sia gestita in modo responsabile.

In pratica, tiene conto di tre aspetti fondamentali:
- la provenienza del legno: che assicuri una corretta gestione delle risorse naturali e preservi le foreste ad alto valore di conservazione;
- l’utilità sociale: il rispetto dei diritti di lavoratori, comunità e popolazioni indigene;
- la sostenibilità economica: indirizzata a produrre un miglior valore e creare un equo accesso ai benefici.

> Prodotti BPA Free.
Si tratta di prodotti che non contengono bisfenolo, una sostanza coinvolta nella produzione di alcune plastiche e potenzialmente dannosa per l’uomo. Si può trovare traccia di BPA anche in prodotti di stampa con plastificazione o, per esempio, in alcune carte termiche.

Ecco perché rifornirsi (o produrre) seguendo il criterio del BPA Free è importante e assicura maggiore qualità alla propria offerta.

> Carte compostabili.
Le carte compostabili sono quelle che si trasformano in compost. Cioè, degradate da macro e microrganismi, danno vita a una sostanza che, all’apparenza, somiglia al terriccio e che si può utilizzare in agricoltura perché ricca di elementi nutritivi per il terreno.

Le carte compostabili sono più sostenibili di quelle biodegradabili.
Infatti, la normativa stabilisce che:
- per essere definito “biodegradabile”,  un prodotto deve decomporsi del 90% entro 6 mesi.
- per essere definito “compostabile”, un prodotto deve disintegrarsi in meno di 3 mesi e non lasciare tracce visibili.

I materiali o i prodotti compostabili devono avere le seguenti caratteristiche:
- non devono danneggiare il processo di compostaggio.
- devono comportarsi come una foglia di lattuga.
- devono favorire un’alta qualità del compost.
- devono garantire un’applicazione sicura del compost.

TANTE RAGIONI, UNA SCELTA.
Da tutto questo passa la sostenibilità: da azioni concrete e quotidiane.
Che si integrano nei processi aziendali e diventano operatività e strategia.
In questo modo un’azienda può modificare e migliorare il proprio impatto sull’ambiente,
ottimizzandolo di anno in anno e garantendo un beneficio non solo a se stessa e ai propri clienti, ma al territorio e alla comunità.
Perché la sostenibilità è una scelta.

LA SCELTA DELLA SOSTENIBILITÀ. UN PRESENTE DARK, UN FUTURO GREEN. / 16 Aprile 2019